PremiPadiglione Italia alla Biennale Architettura 2025

Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2025

C’è un filo d’acqua e di memoria che lega il Mediterraneo al cuore della Biennale di Architettura di Venezia. Lo Studio Acrivoulis è stato selezionato, con il suo contributo video, all’interno della Call for visions and projects del Padiglione Italia 2025: un riconoscimento che porta sulla scena internazionale un racconto fatto di paesaggi, tradizioni e sguardi futuri.

Al centro della proposta c’è una piazza d’acqua. Non un semplice spazio urbano, ma un luogo che prende forma dai moli e dalla gradonata per il rimessaggio a secco, secondo la tradizione dei porti pescherecci mediterranei. Qui il mare incontra la terra, si insinua e confluisce nelle aree a terra, generando un abbraccio scenografico fatto di affacci, percorsi e nuove prospettive.

Il progetto di riqualificazione paesaggistica della costa tra Soverato e Satriano punta a rafforzare la connessione tra terra e mare, senza imporre segni invasivi sul paesaggio. Lo studio degli aspetti naturalistici e la volontà di proseguire il lungomare lungo la costa danno vita a una passeggiata sopraelevata, dolcemente irregolare, che corre lungo la costa senza “violare” l’habitat esistente, ma anzi riqualificandolo attraverso la rinaturalizzazione del sistema dunale.

L’opera è pensata come un gesto leggero: un percorso sospeso, sorretto da pali con giaciture differenziate, che unisce il porto al lungomare di Soverato e di Davoli lungo le coste di Satriano. La sopraelevazione non è solo un accorgimento estetico, ma anche una soluzione ingegneristica: riduce l’impatto delle mareggiate sulla struttura e allo stesso tempo permette la ricostruzione delle dune costiere, restituendo naturalità all’area e contenendo i costi di gestione e manutenzione.

Il porto stesso si sviluppa secondo logiche sostenibili: il molo di sopraflutto è inclinato nel rispetto delle correnti marine e utilizza un sistema di bypass per i sedimenti, che evita fenomeni erosivi e ripristina il flusso naturale lungo il litorale. I moli interni, galleggianti e attrezzati con miniturbine eoliche e microturbine idrauliche, garantiscono l’autonomia energetica del sistema.

La rampa inclinata, che funge da punto di contatto tra il mare e le attività a terra, diventa sfondo scenografico del porticato sul quale si affacciano le diverse funzioni del porto: commercio, incontro, piccolo artigianato, sosta, sguardi.

Il progetto s’inserisce pienamente nel tema di TERRÆ AQUÆ. L’Italia e l’intelligenza del mare, che il Padiglione Italia, curato da Guendalina Salimei, propone come una riflessione profonda sul rapporto strutturale tra terra e mare, naturale e artificiale, infrastruttura e paesaggio. Un cambio di prospettiva – guardare l’Italia “dal mare” – che impone di ripensare le soglie, le coste, i limiti tra uomo e natura come elementi integrati, non separati.

È una visione che intreccia memoria e futuro, ingegneria e poesia, sostenibilità e tradizione. La selezione al Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2025 porta con sé non solo un progetto, ma un racconto di mare e comunità che si fa architettura e paesaggio.

Con sede a Roma e collaborazioni in tutta Italia dal 2000, lo Studio Acrivoulis è attivo nel campo dell’architettura, della progettazione urbana e dell’interior design, ma anche impegnato nel dibattito culturale sul fronte professionale.