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Lui siciliano. Lei una pugliese di origini siciliane. Vivono e lavorano da anni a Roma ma nei loro visi, nei sapori delle loro cene, nella scelta dei colori della loro casa, nei dipinti di lei c’è il sole della Sicilia, l’odore del mare che senti passeggiando tra i muri di pietra delle città pugliesi, i colori delle ceramiche di Santo Stefano di Camastra.

Abbiamo visto per la prima volta l’appartamento da ristrutturare, un pomeriggio di giugno del 2008, in cui il sole caldo dell’estate accecava Roma; ma lì in quell’appartamento la luce sembrava spenta, le aperture verso il giardino al piano terra non riuscivano a illuminare il piccolo soggiorno appesantito da un marmo rosso-grigio e dalla scala in legno tinto noce; al piano superiore la moquette color panna e il bagno con piastrelle di un color celestino maculato sembravano aver fermato il tempo agli anni ’80, ma soprattutto la distribuzione del piano terra piena di tramezzi e passaggi scomodi rendeva piccolo qualsiasi spazio.

Abbiamo da subito deciso di eliminare tutti quei tramezzi e rendere lo spazio più fluido e visibile. La scala si è trasformata in elemento di arredo che si sviluppa lungo l’unico tramezzo realizzato, in cui i gradini si incastrano come tanti elementi archetipi che estrusi dalla materia, dal legno, divengono appoggi puntuali per il piede.

La scala, le pareti trasparenti, le luci, i colori sono gli elementi che abbiamo utilizzato per disegnare uno spazio fluido e luminoso, in cui l’essenzialità del segno non rende l’ambiente freddo e distaccato ma caldo e accogliente.

Al piano terra la casa si trasforma attraverso pareti scorrevoli, che da un lato possono separare lo spazio domestico della cucina dal salotto-soggiorno, dall’altro divengono uno schermo che riflette le ambientazioni del vissuto quotidiano. La parete vetrata è realizzata con un vetro che consente la trasparenza ma può anche divenire un elemento riflettente che non permette la completa visibilità dal salotto verso la cucina.

I materiali, la pietra di trani e il rovere, i colori, il bianco-corda, l’ocra e il beige per lo stucco della parete lungo cui sale la scala, riflettono la volontà di rivitalizzare la luminosità della casa e di riscoprire i colori caldi dei materiali naturali.

I mobili della cucina al piano terra, racchiusi in un setto murario, sembrano generati per sottrazione di volumi dalle pareti chiare; il gioco dei volumi continua sui soffitti, sottolineato dalle luci calde che enfatizzano tagli e riflessi per generare ambientazioni diversificate e sorprendenti.

La luce naturale è l’elemento nuovo, imprevisto per i committenti che ricordavano spazi scuri e labirintici. Le grandi vetrate uniche, che hanno sostituito le vecchie finestre a bandiera, rendono fluido anche il rapporto tra lo spazio interno e lo spazio esterno. Entrando dalla porta d’ingresso lo sguardo viene subito rapito dalla grande vetrata di oltre due metri con bilico verticale che si apre sul giardino.

La trasparenza diventa il tema su cui si reimposta il rapporto con lo spazio esterno: la casa non è più uno scrigno che racchiude colori, forme e volumi; il pavimento in pietra lucida, la scala in rovere, le luci, e i colori della casa emozionano dall’esterno come dall’interno consentendo allo sguardo di perdersi in un’unica visione.

Nascosti dietro due pannelli scorrevoli in rovere a tutt’altezza, trovano posto una nicchia per il frigorifero e un disimpegno che immette nella lavanderia e in un piccolo bagno rivestito di lastre di grés con effetto corten e soffitto rosso fuoco.

Anche al piano superiore abbiamo cercato un disegno puro in cui forme essenziali e colori caldi disegnassero uno spazio morbido e razionale, uno spazio emozionale e senza eccessi. Il legno della scala continua sul pavimento e il parapetto composto da una lastra di vetro trasparente permette alla luce e allo sguardo di accarezzare la superficie lignea scandita dai solchi del tavolato in rovere.

Lo studio si presenta allo sguardo come un grande ambiente unico aperto, ma di nuovo una parete scorrevole, questa volta con vetro opaco color corda, può dividerlo dal corridoio trasformandolo in una stanza per gli ospiti.

Le due camere racchiudono spazi in cui l’arredo ha una sua collocazione precisa e razionale, gli oggetti si incastonano con naturalezza e armonia nei vani predisposti.

Infine il bagno, anch’esso lineare e funzionale ma allo stesso tempo confortevole e accogliente: il piano di rovere su cui si appoggia la vasca gira su stesso per divenire piano di appoggio dell’ampio lavabo a conca, nelle pieghe del suo cammino trovano spazio cassetti e vani per gli oggetti; il colore neutro del grés porcellanato del pavimento e delle pareti si accende all’improvviso di rosso nella doccia e sulla parete della vasca con un mosaico a tesserine di vetro scelto e miscelato personalmente dalla proprietaria.

La casa ora accoglie i due committenti ma soprattutto una nuova piccola vita che già gattona lungo i pavimenti in legno e marmo e resta affascinata dalla luce, che attraverso  le foglie delle alberature del giardino penetra dalle ampie vetrate accarezzandole il viso.

Ante operam

Post operam

Con sede a Roma e collaborazioni in tutta Italia dal 2000, lo Studio Acrivoulis è attivo nel campo dell’architettura, della progettazione urbana e dell’interior design, ma anche impegnato nel dibattito culturale sul fronte professionale.